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FRATELLO SOLE E SORELLA LUNA

La poesia del creato

Durante l’incontro online con il poeta e “paesologo” Franco Arminio, il poeta ci ha offerto una riflessione profonda che lega la figura di San Francesco alla drammatica attualità dei nostri giorni. Il dialogo, centrato sulla “poesia del creato”, si è trasformato in un appello accorato alla consapevolezza e alla gentilezza.

​La Guerra come Sconfitta della Natura

​Arminio non ha nascosto uno sguardo colmo di sconcerto per l’orizzonte attuale. Il poeta osserva con amarezza come la pace sembri un concetto ormai lontano, quasi che l’umanità si sia rassegnata a un presente di conflitti.

​”Le bombe non distruggono solo vite umane,” ha sottolineato Arminio, “ma colpiscono a morte la natura stessa, lasciando cicatrici durature.”

​Secondo il poeta, la guerra è il frutto avvelenato di un’idea affidata esclusivamente all’arroganza e alla potenza. Il rischio concreto è che la società finisca per considerare la forza come l’unica realtà tangibile, declassando valori come la gentilezza e la cordialità a semplici orpelli decorativi, inutili nel “mondo dei grandi”.

​In un passaggio sorprendente, Arminio ha suggerito come alcune guerre nascono persino dalla noia e da un’incapacità di abitare il quotidiano. La vera sfida rivoluzionaria, oggi, è riabilitarsi alla vita ordinaria.

La pace non è un evento straordinario da attendere, ma la capacità di riconoscere che la cosa più preziosa è proprio l’esistenza comune, priva di eroismi distruttivi, testimoniando ogni giorno la bellezza del “semplice”.

​Alla domanda su come la poesia possa restituire sacralità a un mondo che ha perso il senso del limite, la risposta di Arminio ha ricalcato le orme del Poverello d’Assisi: è necessario uscire di casa.

Il sacro non è rinchiuso nei templi, ma si coglie ovunque: negli occhi dell’altro, nel respiro della natura.

​Bisogna ospitare sentimenti positivi: Onorare la vita significa scegliere attivamente cosa far abitare nel proprio animo.

​Siamo un unico spirito: Riprendendo l’essenza francescana, Arminio ci ricorda che tutto è grazia e che Dio è ovunque.

​Noi stessi possiamo diventare il centro del sacro, se solo smettiamo di guardare al dominio e torniamo a guardare alla cura. La poesia, dunque, non è un esercizio di stile, ma un atto politico e spirituale per riscoprire che “tutto ci parla”.

Carmela Picardi – Diocesi di Tricarico