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Al Parlamento Europeo la speranza si fa progetto: trent’anni di Policoro

Questa mattina, presso la Sala Spinelli del Parlamento Europeo, si è svolto l’incontro celebrativo per i trent’anni del Progetto Policoro, iniziativa promossa dalla Chiesa italiana per sostenere l’occupazione giovanile attraverso formazione, accompagnamento e promozione di una cultura del lavoro ispirata al Vangelo. 

L’evento, moderato da don Ivan Licinio, coordinatore nazionale del Progetto Policoro CEI, ha visto la partecipazione di numerose autorità civili ed ecclesiastiche. Dopo i saluti istituzionali delle Vicepresidenti del Parlamento Europeo, Pina Picierno e Antonella Sberna,  e degli onorevoli Paolo Inselvini, Massimiliano Salini e Marco Tarquinio, sono intervenuti don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI, Domenico Smimmo, formatore nazionale del Progetto, e Giorgia Basile, referente per i “Gesti concreti”.

A concludere i lavori è stato S.E. Mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana che ha richiamato il significato profondo del Giubileo come annuncio di liberazione e di grazia, capace di sollevare i poveri dall’angoscia e di generare speranza attraverso l’amore. Presenti anche don Riccardo Pincerato, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, il Nunzio Apostolico presso l’Unione Europea, S.E. Mons. Bernardito Cleopas Auza, e il Console generale d’Italia a Bruxelles, Francesco Varriale.

Don Bruno Bignami ha sottolineato il ruolo centrale dell’animatore di comunità, figura che orienta i giovani al lavoro, crea reti territoriali, promuove l’imprenditorialità giovanile e diffonde la ricchezza della Dottrina sociale della Chiesa, ricordando che in trent’anni si sono formati 1.140 animatori e circa 500 “gesti concreti” che vivono in tutta Italia grazie alla formazione, al sostegno economico e all’accompagnamento del Progetto Policoro. “Il progetto si fonda su tre pilastri: giovani, Vangelo e lavoro, tenuti insieme da una forte dimensione comunitaria”: ha evidenziato don Bruno Bignami ricordando l’importanza della formazione continua, anche per gli animatori senior e ribadendo che occuparsi del lavoro significa promuovere la dignità della persona, perché il lavoro nasce dall’ingegno e dalla creatività dell’uomo. 

 S.E. Mons. Guseppe Baturi ha richiamato l’invito di Papa Francesco a cogliere i segni dei tempi e trasformarli in segni di speranza, affermando che solo l’amore è capace di mutare la cifra dei dati storici e che la giovinezza è il tempo in cui un uomo prende in consegna se stesso e il mondo. Ha sottolineato che è attraverso il lavoro che una persona plasma se stessa, si inserisce in una comunità umana e scopre la propria vocazione. Non esiste vocazione che non sia anche provocazione per i fratelli. Ed ecco il senso profondo del Progetto Policoro: occuparsi dei giovani dal punto di vista del lavoro significa toccare il punto più delicato, più provocante. È educare alla solidarietà, sanare, accompagnare, mostrando che la speranza nasce dall’amore al prossimo. Un amore che, come nella parabola del buon Samaritano, comincia dal guardare, dal fermarsi e dal caricarsi della miseria dell’altro. Un amore che diventa sociale, capace di legare cooperazione, parrocchie, economia e progetti intorno all’uomo e al suo destino.

 Il Progetto Policoro, nato nel 1995 per aprire porte di speranza, si conferma oggi come una delle esperienze più significative della Chiesa italiana nel campo dell’impegno sociale, educando alla solidarietà, sanando e accompagnando, mostrando che la speranza nasce dall’amore al prossimo, un amore che inizia dal guardare, dal fermarsi e dal caricarsi della miseria dell’altro, e che diventa sociale, capace di legare cooperazione, parrocchie, economia e progetti intorno all’uomo e al suo destino.