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Stati Generali del Progetto Policoro: a Roma un grande momento di riflessione, confronto e ascolto

Si sono svolti ieri mattina, giovedì 27 febbraio, gli Stati Generali del Progetto Policoro. L’importante momento di riflessione, confronto e ascolto, che ha rappresentato un importante tappa del processo di rinnovamento dell’organismo della Chiesa italiana che, dal 1995, volge la sua attenzione ai giovani e al loro desiderio di costruire un futuro di speranza attraverso il lavoro, la formazione e la valorizzazione delle capacità personali alla luce del Vangelo.

Numerosi i temi affrontati alla presenza di S.E. Mons. Luigi Renna, presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e di S.E. Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, presidente di Caritas Italiana e della Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute, con don Ivan Licinio, coordinatore del Progetto Policoro CEI; don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro; don Riccardo Pincerato, responsabile del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile; don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana; i rappresentanti nazionali della Filiera del Progetto Policoro e i coordinatori regionali.

La giornata si è aperta con un momento di preghiera e la Lectio di don Bruno Bignami sugli Atti degli Apostoli 3,1-10: “Quello che ho te lo do nel nome del Signore”. Durante la riflessione, il direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro ha messo in evidenza il nucleo fondante dei gesti messianici all’interno di ogni azione ecclesiale, l’importanza dell’azione comunitaria, la cura e la testimonianza, sottolineando alcuni punti fermi del Progetto Policoro, secondo l’intuizione di don Mario Operti, fondatore del Progetto Policoro: mettere i giovani al centro di ogni azione; annunciare il Vangelo per cambiare mentalità; orientarsi a vivere la speranza, specialmente nei territori più difficili; ricercare linguaggi adatti per accompagnare il mondo giovanile; evitare di creare una “sezione disoccupati”; adottare il metodo pastorale del vedere, giudicare e agire per tessere reti sul territorio e la visione di Chiesa capace di rapporti di reciprocità, evitando pregiudizi e distanze tra il Sud e il Nord. “Siamo chiamati ad una società umana e fraterna. Siamo chiamati non semplicemente a rispondere ai bisogni primari ma a riconsegnare la vita nonostante le fragilità. Come comunità cristiana non possiamo accettare la rassegnazione – ha spiegato don Bruno Bignami che ha aggiunto – Dobbiamo rispondere alle domande inespresse, quelle più profonde, per accompagnare i giovani ad essere all’interno della società: uno stare accanto volto a rimettere in piedi la persona e a riconsegnarle la propria storia e la propria dignità. Come comunità cristiana non possiamo accettare la rassegnazione”.

Ad accompagnare nella riflessione, sono state le parole e il prezioso contributo di S.E. Mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, che nel suo intervento, in collegamento online, ha espresso la vicinanza e la sua presenza in questa nuova fase del Policoro “Lavorare per il Progetto Policoro è una forma di missione e vocazione”: ha affermato il Segretario Generale della CEI che, riprendendo le parole di Papa Francesco, ha ricordato che ai problemi sociali si risponde con reti comunitarie ed evidenziando che il Progetto Policoro non è un erogatore di servizi ma una compagnia da offrire attraverso i temi dell’amicizia e della relazione.

Sollecitazioni queste che, con l’ausilio di Walter Nanni, di Caritas Italiana, è stato aperto il confronto, attraverso i tavoli di lavoro, sulle sfide dell’oggi per tracciare nuove strade verso il futuro. Le attività sono proseguiti fino al pomeriggio e sintetizzate nelle conclusioni affidate a don Ivan Licinio, coordinatore del Progetto Policoro CEI: “Sul tavolo, oggi, abbiamo messo tutto quello che riteniamo sia giusto da affrontare. C’è bisogno di uscire dalla gabbia psichica del “si è sempre fatto così”. Su alcuni aspetti bisogna avere il coraggio di cambiare pagina per portare avanti proposte attuali in linea con il contesto sociale che viviamo. Su altri aspetti c’è bisogno di maturazione. Per entrambe è necessario mantenere l’obiettivo fondante: il lavoro è vocazione alla felicità”. Il coordinatore del Progetto Policoro CEI, nel ringraziare i partecipanti per la preziosa presenza, ha poi annunciato che: “Con questo primo appuntamento degli Stati Generali avviamo il percorso di confronto e di ascolto in questo nuovo processo di rinnovamento nel quale saranno richiesti ulteriori interventi degli Stati Generali. Il prossimo appuntamento in agenda riguarderà l’ascolto dei giovani e il loro sguardo sul futuro, attraverso la partecipazione degli animatori di comunità in carica e degli animatori di comunità senior, e attraverso lo sguardo dei territori con l’ascolto delle diocesi attraverso i tutor”.

Roma, 27 febbraio 2025