26 Febbraio 2026
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IL SOGNO DI FRANCESCO

La perfetta letizia nella vita sociale

Il sogno di San Francesco d’Assisi e il tema della perfetta letizia come chiavi per leggere il presente e orientare il futuro: è questo il cuore del webinar guidato da S. E. Mons. Domenico Sorrentino Accrocca, che ha offerto una riflessione intensa e attuale sulla dimensione sociale, civile ed ecclesiale dell’esperienza francescana.

Nel suo intervento, il relatore ha mostrato come la visione spirituale di Francesco sia inseparabile da quella sociale. Per il Santo di Assisi, infatti, il Vangelo diventa credibile solo quando si traduce in relazioni autentiche, responsabilità condivisa e cura dell’altro. Non si tratta di un ideale astratto, ma di una proposta concreta che interpella la contemporaneità, in particolare gli animatori senior chiamati a un impegno capace di integrare dimensione ecclesiale, civile ed economica.

Uno dei temi centrali affrontati è stato quello del lavoro, considerato da Francesco elemento essenziale della vita umana e fraterna. Nei suoi scritti afferma con chiarezza: «lavoravo con le mie mani e voglio lavorare; e voglio fermamente che tutti gli altri frati lavorino di un lavoro onesto». Parole che rivelano una concezione alta del lavoro, non ridotto a necessità materiale, ma riconosciuto come vocazione, dignità e relazione. Anche la Regola non bollata conferma questa prospettiva, invitando i frati a esercitare il mestiere che conoscono, purché sia onesto e non nuoccia all’anima.

Accanto al lavoro, Francesco pone l’urgenza dell’annuncio. Nel capitolo 21 della Regola non bollata chiede ai frati di andare per il mondo come uomini di pace, senza litigi né contese, testimoniando il Vangelo più con la vita che con le parole. È una testimonianza che nasce dalla coerenza quotidiana e si radica nella fraternità.

Mons. Accrocca ha inoltre sottolineato l’importanza di manifestare i propri bisogni all’interno di ogni gruppo che condivide un cammino. Senza trasparenza non può esserci comunione, e senza comunione ogni percorso è destinato a fallire. La vita dei frati ne è esempio concreto: nessuno può nascondersi, ciascuno è chiamato a sentirsi responsabile degli altri.

Da questa dinamica nasce la perfetta letizia, intesa non come rassegnazione passiva, ma come atteggiamento profondo che consente di porsi davanti agli altri nella verità, portando i propri bisogni e accogliendo quelli altrui. È una letizia che matura nelle difficoltà e costruisce relazioni capaci di resistere alle prove.

Attualizzando il pensiero francescano, il lavoro appare oggi non solo come produzione, ma come spazio relazionale: luogo in cui si costruisce comunità, si riconosce la dignità dell’altro e si esercita la responsabilità sociale. Una prospettiva particolarmente significativa per le aree interne, spesso segnate da spopolamento e carenza di opportunità. Alla luce delle parole di Francesco, la risposta a queste fragilità non può essere soltanto economica: deve partire dalla ricostruzione delle relazioni, dalla cura del territorio e dalla valorizzazione dei talenti locali, affinché il lavoro diventi davvero spazio di fraternità e di rinascita comunitaria.