18 Maggio 2026
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Con le mani sporche di argilla e il cuore pieno di meraviglia

Si è concluso domenica il 49° Corso di Formazione Nazionale del Progetto Policoro

Si è svolto a Ciampino, in località Sassone, dal 13 al 17 maggio, il 49° Corso di Formazione Nazionale del Progetto Policoro. Al centro della riflessione il tema “La promessa che porti in te”, ispirato al versetto “Siate meravigliati” (Gv 5, 20b), che segna la seconda tappa dell’anno formativo dedicato al percorso Ascolta, Accogli, Agisci. Un invito a riscoprire la meraviglia come luogo teologico, spirituale e comunitario da cui ripartire per leggere i territori e accompagnare i giovani con uno sguardo capace di cura e di futuro.

Tanti gli argomenti affrontati in questi giorni, che hanno fornito agli Animatori di Comunità strumenti pratici per accompagnare altri giovani e sostenere le comunità e i territori. Dai laboratori dedicati al microcredito e il Business Model Canvas come strumenti concreti per generare opportunità al lavorare in rete per costruire alleanze solide e generative, al progettare con senso per trasformare bisogni reali in percorsi di crescita e al valutare con cura per dare profondità e continuità ai processi, hanno offerto competenze operative che gli Animatori potranno riportare nei loro territori. Una formazione pensata non solo per trasmettere contenuti, ma per rendere gli AdC capaci di leggere le fragilità, attivare risorse e accompagnare giovani e comunità verso un futuro più giusto e generativo.

Non sono mancate le testimonianze di giovani che credono ancora nella possibilità di costruire futuro: Leonarda Luciani di Casale Tascone, Chiara Cordaro di Rifò, Simone Polletta di Hope Club e l’Equipe giovani di Giustizia e Pace Europa, che hanno portato storie di resilienza, creatività e impegno concreto.

 Ad accompagnare i momenti di preghiera e le riflessione sono stati don Riccardo Pincerato, responsabile del Servizio nazionale per la Pastorale Giovanile; don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i Problemi sociali e il Lavoro; suor Lorella Nucci di Caritas Italiana e don Michele Martinelli, assistente ecclesiastico centrale del settore Giovani dell’Azione Cattolica Italiana.

Accanto alle sessioni formative, un ruolo centrale ha avuto la Fiera della Filiera, uno spazio di confronto e approfondimento sulle realtà che sostengono il Progetto Policoro nel servizio di accompagnamento ai giovani. Non sono mancati momenti spirituali, come la Tenda di Abramo, e momenti di animazione che hanno reso ancora più viva la fraternità tra gli Animatori.

 “In questi giorni abbiamo riscoperto che la domanda più urgente non è solo ‘Chi è il mio prossimo?’, ma che ‘Ama il tuo prossimo’, tradotto letteralmente, significa anche chiedersi: ‘Chi ama me?’ … È un Dio che vince attraverso le fragilità, che si affida alla nostra umanità e si assume il rischio di amarci per primo… La Chiesa è chiamata a tornare locanda: casa per ogni fragilità, spazio dove ciascuno può sentirsi finalmente amato… Il segreto non è vivere ogni giorno come fosse l’ultimo, ma come fosse il primo, per continuare a meravigliarsi e riconoscere Dio nell’ordinario”: con queste parole don Marco Ulto, Coordinatore nazionale del Progetto Policoro, ha concluso il percorso formativo.

 “Il nuovo segno di GenerAzioni in Rete non è un semplice logo: è un’eredità viva… Per questo affido agli Animatori un pezzo di argilla, la nostra vita fragile e preziosa, che prende forma solo nelle mani del Vasaio… Andate con le mani sporche di argilla e il cuore pieno di meraviglia. La Chiesa conta su di voi. Ci vediamo ad Assisi”: ha aggiunto don Marco rivolgendosi ai giovani Animatori. 

Una cinque giorni fatta di ascolto, formazione, preghiera, laboratori, incontri, giustizia e pace, scambi generativi e comunità viva: un tempo in cui gli Animatori hanno ritrovato il senso profondo del loro servizio e la bellezza di un cammino condiviso che continua a generare futuro nei territori.