Formazione Nazionale: Don Bruno Bignami e Stefano Zamagni aprono le attività del 37° Corso

il Seminatore

Si è aperto con l’immagine del Seminatore (Mt. 13, 1-23) il 37° Corso di Formazione Nazionale del Progetto Policoro, in modalità e-learning. Ad aprire le attività don Bruno Bignami, Direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, con un momento di preghiera e di riflessione: “La realtà non è bene o male ma è un frammisto di complessità. Il Regno è l’accettazione misteriosa anche dell’ombra, del rifiuto della parola, dell’indifferenza, della negligenza, anche del peccato. Questa lettura, ripresa nel contesto che stiamo vivendo ci fa intuire che non dobbiamo illuderci: non basta un colpo per risolvere tutto: le magie non fanno parte della storia della vita! Bene e male nella storia sono presenti ed è fondamentale il tempo del discernimento per capire cosa si sta muovendo verso la realizzazione del Regno di Dio, che si fa strada nella forma della Croce. Gesù non ci dice che nella realtà è tutto negativo, il pessimismo cosmico, o è tutto positivo, l’ingenuo ottimismo: noi abitiamo continuamente il tempo del contrasto e della resilienza – ha affermato don Bruno Bignami, il quale ha aggiunto – La vera sfida, come il contadino saggio, è quella di seminare con generosità, non con pregiudizio. Il seminatore non sa quale sarà il terreno buono e quindi è aperto a tutti i terreni possibile. Ogni persona è terreno di Dio, talvolta siamo bravi nell’escludere, questa parabola ci presenta l’unica condizione per avere un raccolto veramente significativo perché se non si vuole sbagliare, bisogna avere coraggio di seminare con abbondanza e di non lesinare. In ognuno di noi c’è “la terra bella” che porta frutti: seminiamo con generosità non col pregiudizio. Quando c’è qualcuno che semina, il cielo viene ad abitare sulla terra”

Dopo la Lectio, a parlare ai 196 Animatori di Comunità è stato il prof. Stefano Zamagni che dopo un’attenta analisi del momento storico e sociale e gli insegnamenti che il tempo ci consegna, ha messo a confronto due prospettive per lo scenario socio economico post emergenza. La prima è quella del “modello dell’alluvione” cioè dell’aspettare che la piena del fiume rientri, fortificandone gli argini e continuare come se nulla fosse accaduto. La seconda è quella della “resilienza trasformativa” che “Ha come obiettivo l’aumento della resilienza nei confronti della vulnerabilità. Essere resilienti vuol dire essere capaci di resistere o di contrastare le vulnerabilità che ci riguardano”. Vulnerabilità intesa come “La situazione di vita in cui si ha una probabilità superiore al 50% di cadere nella fragilità nell’arco dell’anno successivo”. Come? “Aumentare il tasso di resilienza applicando delle trasformazioni”.

Il Prof. Zamagni ha poi parlato di nuovi modelli di ordine sociale e del concetto di responsabilità: “Responsabile è chi si carica sulle spalle il peso delle cose, cioè il peso delle situazioni di vita in cui è inserito” differenziando dal concetto di responsabilità inteso come il rispondere in conseguenza alle proprie azioni, l’imputabilità. “Si è molto più responsabili per il bene che non si fa, pur potendolo fare, che non per il male che si fa”.

Dopo la sessione plenaria, gli AdC, divisi per annualità, si sono incontrati nelle stanze virtuali per approfondire l’economia civile e i nuovi scenari per prepararsi a ripartire mentre i referenti e coordinatori regionali hanno preso parte al Coordinamento nazionale.

La Formazione, completamente riadattata all’emergenza Covid – 19, terminerà sabato 16 maggio. Le attività inizieranno al mattino, alle ore 8:30, con la preghiera comunitaria, seguiranno momenti in plenaria, attività per anno di mandato e lavori in sottogruppi. Prenderanno parte alla formazione suor Armanda Parente, don Flavio Luciano, don Sergio Siracusano, Marco Menni e il prof. Stefano Zamagni. I docenti, dopo la lectio, ogni giorno, aiuteranno gli AdC a leggere il tempo che stiamo vivendo e ad immaginare nuovi scenari di comunità a partire dai temi chiave dell’Economia Civile: progetti futuri, talento, bene comune, ecosistemi organizzativi e comunità anche più consapevoli e civili a cura di Sabrina Bonomi, Alberto Frassini e Ivan Vitali. Argomenti, questi, che andranno ad arricchire la “cassetta degli attrezzi” a disposizione delle équipe diocesane illustrate nella quattro giorni da Sandro Mauro e Monica Tripodi.