Si conclude il 37° Corso di Formazione Nazionale del Progetto Policoro

Don Bruno Bignami: “La bellezza di avere un bicchiere vuoto è quello di poterlo riempire, avanti con fiducia e speranza”

“Passare dall’andrà tutto bene allo “io spero in te per noi”. La bellezza di avere un bicchiere vuoto è quella di poterlo riempire, ad ognuno di noi il compito di farlo”.

Si chiude con le parole di Don Bruno Bignami, Direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, il 37° Corso di Formazione Nazionale del Progetto Policoro ‘Economia civile e nuovi scenari – prepariamoci a ripartire’, che si è svolto in modalità e-learning dal 13 al 16 maggio.

“Dobbiamo essere capaci di camminare dentro ai nostri territori ed essere segni di speranza. Sono tante le situazioni di sofferenza che abbiamo incontrato, soprattutto in alcune zone del nostro Paese. Le sofferenze di una persona diventano le sofferenze di tutti e accanto a quelle sanitarie, oggi purtroppo prevediamo che ci saranno anche sofferenze in campo lavorativo ed economico, dobbiamo essere capaci di camminare dentro ai nostri mondi e ai nostri territori, di essere segno di speranza – ha spiegato don Bruno richiamando all’attenzione degli AdC le parole di Gabriel Marcel: Io spero in te per noi. Non una speranza generica, io spero in te, tu che abiti quel territorio sei un segno, la tua vita è un segno per le persone che lo abitano, per quella Chiesa, per quel mondo dove ti trovi, per tutta la società. Un segno di amore, di dedizione, in questo nostro tempo dove la tentazione può essere quello sguardo al proprio piccolo mondo, al proprio orizzonte di vita pensando che il resto poi si vedrà. Un giovane deve essere un segno di speranza”.

E alla vigilia dell’anniversario della Laudato si’, don Bruno, richiama le parole di Papa Francesco: “È sempre possibile cambiare rotta. C’è sempre una via d’uscita, possiamo sempre fare qualcosa per risolvere i problemi – e ha concluso – Grazie a chi ha camminato con noi in questi giorni, siamo stati tutti fermi dietro a un monitor ma con l’immaginazione abbiamo camminato nella vita”.

È intervenuto nell’ultima sessione anche Marco Menni presidente di Inecoop: “Dobbiamo riuscire a trasformare ogni momento di difficoltà in una capacità di riprogettarsi. Abbiamo fatto la scelta di fermarci come Inecoop, ci siamo presi del tempo e di risparmiare del tempo per riprendercelo dopo perché siamo consapevoli che ci attende una grande sfida che arriva gradualmente e che riguarda il rimettersi a costruire all’interno della comunità. Crediamo nella forza della persona e dell’uomo. Ricominceremo a costruire, ricominceremo a dare speranza”.

Quattro giorni strutturati con Lectio, sessioni plenarie, attività divise in aule virtuali per annualità, dove l’interazione non è mai mancata. Una sfida, quella del trasferire in modalità e-learning, una formazione che trova nel suo principio cardine “la relazione” ma che non si è fatta abbattere da vincoli e dalle distanze. Collegati sul web ma connessi col cuore, per formarsi, per riflettere, per confrontarsi ma, soprattutto, per poter guardare insieme al futuro con la speranza e la fiducia, abitando tempi e spazi illuminati dalla luce del Vangelo, dove ognuno è parte essenziale della grande rete chiamata Progetto Policoro. Centonovantasei gli Animatori di Comunità che dal 13 al 16 maggio hanno preso parte alla formazione accompagnati e guidati dall’Equipe dei Formatori e alla Scuola di Economia Civile per approfondire e leggere il momento storico che stiamo vivendo e a immaginare nuovi scenari di comunità attraverso progetti futuri, talento, bene comune, ecosistemi organizzativi e comunità.