Seminario “Dal bene confiscato al bene comune” all’UMG

Nel pomeriggio di mercoledì 25 Marzo, si è tenuta la prima lezione del seminario dal titolo “dal bene confiscato al bene comune” all’interno dell’Università Magna Graecia in Aula Blasco., di tre previste, al termine delle quali è in programma un interessante sopralluogo in un bene confiscato alla ‘ndrangheta.

 
Il tutto è stato possibile con l’impegno messo in campo da più associazioni e movimenti coinvolti, tra i quali il Movimento Cristiano Lavoratori, Progetto Policoro, la Fuci, la Caritas, la Conferenza episcopale regionale ed infine Libera.
Il tutto si inserisce nel più ampio ed importante progetto promosso dalla Caritas insieme alla stessa Conferenza episcopale calabrese, dal nome “costruire speranza”. I primi saluti del pomeriggio vengono porti dal Prof. ordinario della medesima università catanzarese di Diritto Ecclesiastico, il quale molto si è soffermato su tema della corruzione come “attributo proprio della mafia e di una riscoperta del lavoro quale valore espressivo della dignità di ogni persona”.
hanno proseguito la carrellata dei saluti l’Avv. Anna Voci, in veste di responsabile del progetto Caritas e animatori della legalità assieme a Manuel Massara, quest’ultimo appartenente alla Diocesi di Lamezia Terme, i quali hanno menzionato entrambi il messaggio evangelico pronunciato da Papa Francesco, nella recente visita pastorale in Calabria, esattamente a Cassano sullo Jonio (Cs), dopo l’omicidio del piccolo Cocò, vittima della mafia.
I saluti sono stati compiuti infine da Francesco Pullano, quale responsabile provinciale del Progetto Policoro e dal Dott. Silvestro Giacoppo insieme al dott. Totino, in rappresentanza dell’Mcl.
Si è passati dunque, alle relazioni della dott.ssa Blasco, giovane dirigente regionale e dell’Avv. Elvira Iacino, responsabile dello sportello provinciale Sos Libera, teso allo studio e alla lotta dell’usura.
Il dibattito è stato efficacemente moderato dal delegato provinciale dell’Mcl giovani Catanzaro, Sebastian Ciancio.
Gli interventi si sono sviluppati principalmente sulla disamina delle più importanti riforme legislative in materia di lotta alla mafia e di disciplina dell’istituto della confisca, con conseguente riflessione sulla destinazione ed amministrazione dei beni sottratti alle cosche mafiose, a partire dalla menzione della famigerata legge Rognoni-La Torre, risalente all’anno 1982 o quella meno conosciuto, ma pur sempre essenziale n. 31/2010.
Si è anche posta l’attenzione sulla intensificazione dell’attività legislativa dell’Ente regionale, piuttosto crescente negli ultimi anni, a favore di una feconda tutela delle vittime della mafia oltre che dei testimoni di giustizia, con la promessa che però ancora maggiore in tal senso dovrà essere il lavoro da impiegare e ancor più accurato e proficuo l’utilizzo dei fondi comunitari, da parte della Regione Calabria, nella sfida a tutte le forme di associazione illecita mafiosa.