Il PP incontra i giovani laureandi e laureati della diocesi

Il Progetto Policoro ha incontrato i giovani laurendi e laureati della diocesi: un primo passo verso una cittadinanza attiva e più consapevole.

 
 
La Settimana Santa, si sa, per la Basilicata è tempo di ritorni: sono migliaia gli studenti universitari fuorisede che tornano nella loro terra per le vacanze pasquali. Per questo il Progetto Policoro della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa ha organizzato il 2 aprile – nella ricorrenza del Venerdì Santo – l’incontro-dibattito “A tutti i giovani liberi e forti…” rivolto a laureandi e neolaureati. L’incontro si è svolto nei locali de “Il Tetto”, un albergo nato nell’ex-seminario diocesano e gestito dalla cooperativa “Giubileo 2000”. Sono proprio i giovani che hanno raggiunto o stanno per raggiungere, con il necessario impegno, tanti sacrifici e spesso con risultati eccellenti, il traguardo della laurea, coloro che vivono con maggiore frustrazione la disoccupazione. Hanno parlato loro l’animatrice di comunità del Progetto Policoro, Lucia Lovaglio, la quale ha illustrato gli obiettivi del Progetto Policoro, e il direttore diocesano della Pastorale Sociale e del Lavoro, Liberato Canadà. Ai giovani presenti è stato rivolto l’invito ad essere attenti osservatori del cambiamento dei tempi per poter realizzare la propria dignità e la propria libertà in maniera non slegata dal contesto territoriale: è necessario che i giovani lucani mettano in gioco la propria creatività e il proprio spirito d’iniziativa al servizio della propria regione con occhio critico che permetta di comprendere la realizzabilità di un’idea in un determinato posto e in un determinato momento storico. Non basta creare: bisogna creare quello che serve laddove serve sempre con attenzione alla salvaguardia del creato che ci è stato affidato. È questa la missione della “minoranza creativa” che noi cristiani siamo chiamati ad essere. Il confronto ha evidenziato che non manca tra i giovani l’amore per la propria terra e il desiderio di tornare a lavorare per essa anche dopo aver svolto esperienze di studio e di vita in regioni lontane che spesso offrono maggiori opportunità. Ai presenti, infine, ha parlato il vescovo, S.E.Mons. padre Gianfranco Todisco, il quale ha avuto per loro forti parole di incoraggiamento: i giovani devono continuare a sperare e a credere nelle loro potenzialità senza lasciarsi irretire da chi dice loro che bisogna accontentarsi pur di tirare avanti ed accettare la consuetudine della raccomandazione. L’incontro si è chiuso con l’augurio di rincontrarsi per iniziare un percorso di formazione insieme: un primo passo verso una cittadinanza attiva e più consapevole.