Gli AdC lucani a Scuola di Dottrina Sociale della Chiesa

Sabato 17 aprile presso il Parco del Seminario di Potenza si è svolto il quinto incontro di formazione regionale del Progetto Policoro sul tema “La dignità del lavoro: diritto al lavoro e globalizzazione”.

 
 
La lezione, tenuta dal prof. Guglielmo Minervini, ha lanciato uno sguardo al mutamento che sta attraversando il mondo del lavoro secondo un’ottica di rifiuto del pessimismo. In questa epoca in cui la rete di relazioni e di interdipendenze tra gli uomini ci ha resi tutti parte della grande famiglia umana che vive nel villaggio del mondo, la globalizzazione deve essere considerata un segno di grazia, un’opportunità che pone delle sfide da affrontare con curiosità, fiducia e speranza. Certamente il mondo del lavoro sta attraversando un momento di sofferenza: la rottura dell’unitarietà del processo produttivo generata dalla possibilità di collocare le varie parti del processo laddove i costi sono inferiori, ha significato la perdita di molti posti di lavoro. L’Italia non riesce a reggere il confronto con la spietata concorrenza dell’Est. Laddove invece si sono conservati i posti di lavoro, la flessibilità contrattuale ha preso il sopravvento, per cui il lavoro è diventato per i più lavoro precario. Il lavoro si è trasformato in una merce: si è perso il rapporto di identificazione tra impresa e lavoratore e il lavoro ha smesso di adempiere al dovere di realizzare la dignità dell’uomo. La precarietà del lavoro si riflette, infatti, in un senso di incertezza che impregna tutta l’esistenza dell’uomo e che conduce da un lato ad un senso di inutilità e dall’altro a una sfiducia nei confronti delle istituzioni e della politica.
Occorre dunque ripensare allo sviluppo, all’impresa e al lavoro secondo un’ottica nuova. La crisi che oggi viviamo ha dimostrato come l’idea di un lavoro basato esclusivamente sul profitto sia fallimentare. Si sta maturando – anche se molto lentamente – una dimensione di responsabilità sociale dell’impresa: l’impresa è chiamata a riflettere l’andamento dello sviluppo e a porsi in competenza non per il profitto, ma per la qualità del lavoro creato. Significativa in questo senso, l’enciclica donataci da Benedetto XVI, Caritas in Veritate, la quale suggerisce di riportare l’uomo alla sua centralità anche nel campo economico, facendo delle idee il vero fattore competitivo.
 
di Lucia Lovaglio