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Non gestire il peso, ma gestare la luce   versione testuale







Le riflessioni di suor Elena Gozzi, francescana alcantarina, hanno avviato la quarta giornata del 35 ° Corso di Formazione Nazionale del Progetto Policoro, offrendo una declinazione concreta del tema “Non temete il futuro, osate sognare grandi cose”: “È difficilissimo oggi essere coerenti con il comandamento dell’amore, della carità, soprattutto nel mondo: nel mondo della politica, nel mondo del lavoro, nelle strutture di governo, ma è la nostra grande sfida, è proprio lì, proprio dentro le realtà del mondo”. E riprendendo don Primo Mazzolari, figura guida di questo percorso formativo ad Assisi, questo lo dobbiamo fare da uomini e donne reali, che danno ragione della loro fede, camminando sulle strade dell’uomo. Da uomini e donne reali che hanno buon senso ma anche fragilità e debolezze, nonostante le quali Dio vuole comunque portare a termine la sua promessa. Un invito a sporcarsi dunque le mani nella vita e nelle circostanze del quotidiano, quello di suor Elena, perché è da lì che viene fuori l’identità del cristiano. Un’identità che può cambiare qualcosa nel mondo, che rende evidente e manifesto il nostro passaggio, attraverso il bilanciamento di due elementi essenziali, il sale della terra e la luce del mondo, il nascondimento e la visibilità, l’amore e il dolore.
L’operatività e la concretezza suggerite con calore da suor Elena si sono attivate già nei laboratori che hanno messo in moto creatività e riflessioni degli animatori e delle animatrici di comunità dei diversi anni, che hanno avuto modo di aggiungere pezzi importanti nel percorso di costruzione della consapevolezza del proprio ruolo all’interno delle comunità di riferimento.
Operatività e concretezza hanno rappresentato anche il filo conduttore degli incontri del pomeriggio, che si sono soffermati principalmente su microcredito e gesti concreti, gli elementi generativi del Progetto Policoro. Presenti alcuni referenti delle filiere, tra cui Leonardo Stella di Banca Etica.
Se il lavoro viene normalmente percepito come fatica, il “metodo Policoro” contribuisce a restituire dignità perché centra la propria attenzione sul valore della persona e dell’incontro con essa. Non solo conteggio sterile di risultati ma semina paziente. Nelle parole di Sandro Mauro, referente nazionale per l’accompagnamento al micro-credito, “il nostro rating si misura in AAA, che per noi sono Accoglienza, Ascolto, Accompagnamento”. Toccante l’esperienza di Marika, animatrice della diocesi di Acerra, che ha presentato la storia di un ragazzo seguito per l’avvio di una fattoria sociale in un contesto difficile come quello della “terra dei fuochi”. Stimolanti le testimonianze degli animatori e delle animatrici di comunità che sono riusciti ad attivare esperienze di microcredito nelle proprie diocesi o accompagnare giovani nella creazione di attività imprenditoriali, mettendo in luce le difficoltà e le soddisfazioni che ciò ha comportato. Il “metodo Policoro” si sostanzia nella creazione di relazioni di senso: incontrare i giovani significa prendersi cura dei loro sogni e tirare fuori le loro aspirazioni, offrire occasioni di crescita ma anche attivare processi che possano dare gambe alle loro idee.
La creazione del cambiamento rimane al centro del momento conclusivo dei lavori della giornata. A Lorenzo Semplici, Marco Iazzolino, Leonardo Becchetti il compito di restituire una fotografia della storia del Progetto Policoro nei territori attraverso la presentazione del Rapporto Policoro, un documento che misura l’impatto sulle comunità. Motivazioni ideali, competenze ed energie della gioventù risultano il mix ideale su cui continuare a puntare per proseguire sulla strada di “Osare grandi cose!”
Nel corso della celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Paolo Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia – Città della Pieve, è stato affidato il mandato agli animatori e alle animatrici di comunità che completano il loro percorso all’interno del Progetto Policoro.
 
Mariacristiana Guglielmelli
 
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