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Farsi carico oggi del futuro degli altri   versione testuale







Condivisione e corresponsabilità sono le parole chiave che hanno guidato i lavori della seconda giornata del 35° Corso di Formazione Nazionale del Progetto Policoro. “La comunità è fondata su un uomo sincero, vulnerabile, lucido e a volte meno lucido, un uomo non innocente. Gli elementi di generatività nascono da donne e uomini non innocenti eppure capaci, se messi in condizione di veglia reciproca, di costruire novità al limite dell’impossibile”, ha affermato Ivo Lizzola, docente di pedagogia sociale e di pedagogia della marginalità e della devianza all’Università di Bergamo, che si è soffermato sulla necessità sempre più impellente, oggi, di stare nella storia. S
iamo in una fase di esodo, più che di transizione, dove l’unica certezza che abbiamo è che quel mondo che avevamo non esiste più ed è proprio in simili contesti di svolta che esce fuori il timore, la paura, l’aggressività e assieme la pietà, la capacità di esitazione. Tutto questo sentire però ha bisogno di essere indagato nella sua interiorità per cercarne la vera essenza, perché è facile che si coaguli un mondo intorno alle paure. “Non esiste più la via comunitaria ma quella immunitaria – ha continuato Lizzola -, proviamo a escludere chi abbiamo paura che ci escluda sebbene questo non guarirà la nostra profonda paura di morire esclusi” specificando come oggi la convivenza non è più quel luogo dove si sentono accolte le proprie fragilità, ma al contrario è un luogo di esposizione della propria inadeguatezza. Se è vero, dunque, che la politica fa troppe promesse, è ancora più vero che la politica non è tale se non si lega alla promessa: quel legame tra uomini e donne che li impegna oltre se stessi. È proprio alla politica, perciò, che tocca il compito di ri-disegnare il suo profilo dentro un continuo bisogno di pensare ad essenziali interrogazioni personali ed educative: “cosa dirò ai miei figli? Cosa lascerò loro?”
Illuminante a questo riguardo la testimonianza di Stefania Proietti, ingegnere meccanico con la vocazione ambientale, dal 2016 anche sindaca di Assisi e promotrice di un programma elettorale cattolico ispirato alla Laudato Si’ di Papa Francesco. Proietti si occupa di consulenza specialistica e supporto tecnico-scientifico sui temi dell’energia e dello sviluppo sostenibile e ha deciso di spendere gran parte della sua vita per la lotta alla povertà energetica nel mondo. Implementare la raccolta dell’alluminio, trovare soluzioni alternative allo spreco alimentare, permettere ad un bambino dall’altra parte del globo di avere la luce per studiare di sera vuol dire agire, sentirsi chiamati in prima persona a lottare per rimettere in pari la bilancia del mondo.
La stessa fausta sorte è toccata a Rosario Fabio Olivieri, animatore di comunità senior ed assessore alle Politiche Culturali, Educative e Giovanili di Lercara Friddi (Palermo), che chiamato ad assumere per la prima volta un impegno politico ha fatto dell’esperienza nel Progetto Policoro un faro che ha guidato tutti i suoi passi amministrativi partendo da piccoli gesti quotidiani, passando per la messa in rete di istituzioni, associazioni ed imprese ed arrivando a creare un tessuto comunitario modellato sulla cultura della cura.
Dopo intense sessioni di laboratorio nel pomeriggio, è stato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia - Città della Pieve e presidente della Cei, a chiudere la giornata con la celebrazione eucaristica di apertura durante la quale è stato affidato il mandato a tutti gli animatori di comunità che per la prima volta entrano a far parte del Progetto Policoro. Il card. Bassetti ha invitato a fare memoria dei 60 anni dalla morte di don Primo Mazzolari, che per tutta la sua vita ha vissuto un cristianesimo impegnato nel mondo al servizio degli umili. “La vigna è del Signore, a noi il compito di essere dei vignaioli attenti perché è giusto che nessuno passi sulla vita dei giovani” ha concluso il presidente della Cei per il quale “un giovane con il suo esempio può cambiare la vita e il mondo, proprio come ha fatto Francesco d’Assisi”.
 
Serena Merico
 
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