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Voliamo in alto, riaccendiamo la speranza   versione testuale







“Non temete il futuro! Osate sognare grandi cose”. Si è aperto con le parole pronunciate da papa Francesco a Bogotà il 35° Corso di Formazione Nazionale del Progetto Policoro. 192 animatori di Comunità, provenienti da 138 diocesi, hanno raggiunto Assisi per affrontare il tema della dimensione vocazionale della propria vita e quella a servizio del prossimo. “Per chi sono io? come posso spendermi per Dio e per gli altri, in che cosa mi impegno?”: su questo si rifletterà fino a mercoledì 5 dicembre presso la struttura della ‘Domus Pacis’. Un percorso di discernimento personale e in relazione con l’altro sulle tracce di don Primo Mazzolari, in cui proprio nel 2018 ricorre il 60esimo anniversario della morte.
“Il 2019 è l’anno in cui lavoreremo sul tema della vocazione”, ha spiegato Don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro”, che ha aggiunto: “la domanda vocazionale non è tanto ‘chi sono io?’, ma ‘per chi sono io?’. Su questo si lavorerà nel 2019 nelle formazioni spirituali, ai valori e al lavoro. ‘Per chi sono io?’ non è solo il senso della mia vita, ma la mia vita in relazione agli altri, alla società, a un mondo, a un territorio, a una chiesa: la mia vita che si colloca in questa rete profonda. Non viviamo mai la fede da soli, ci si colloca sempre in un orizzonte di comunità. Questa è la visione profonda della nostra vita: ‘Per chi sono io, come posso spendermi io per gli altri, in che cosa mi impegno’. La visione cristiana è l’impegno davanti alle difficoltà. Ai problemi più grandi della storia la risposta è ‘ci sto dentro, io ci sono, io do il mio contributo’”.
Ad accogliere gli animatori provenienti da ogni parte d’Italia, oltre a don Bignami, anche il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino. “Vi accolgo in casa vostra. Assisi è per sua natura casa universale: Francesco l’ha resa così. Vi porto il suo saluto in un luogo dove si impara la bellezza del lavoro, della fantasia, della speranza”, ha affermato il vescovo richiamando l’attenzione dei giovani sull’episodio della spogliazione di Francesco e sull’importanza di ideali, affettivi e spirituali, affinché il mondo impari a creare lavoro diverso.
Dopo un periodo di verifica, si apre dunque la fase del rilancio del Progetto Policoro. Nei saluti di benvenuto ad essere presentata è stata anche la nuova Carta dei Servizi delle Associazioni che raccoglie tutte le informazioni sulla natura, gli obiettivi e le attività delle realtà che fanno parte della filiera di evangelizzazione e della formazione del Progetto. Al primo giorno di formazione hanno preso parte anche Antonio De Luca per Agesci; don Marco Piazza, assistente nazionale Gioc e Tommaso Marino, segretario nazionale Mlac, presenti per meglio poter interagire con gli animatori e per poter agevolare la collaborazione e la rete nei territori.
“Non temete il futuro, osate sognare grandi cose” è il tema della formazione di Assisi 2018, come ha ricordato Ignazio Punzi, formatore nazionale del Progetto Policoro: “Nella dimensione psichica – ha spiegato - ho bisogno di credere in me, di vedere nella realtà segnali positivi di possibilità e se non ci sono non sono così ottimista. Nella dimensione psichica, se ci sono questi segnali, io sono al massimo un ottimista ma quando la dimensione spirituale mi abita, vivo l’intima condizione che il filo rosso della storia non ce l’ho io, non ce l’hanno i miei progetti o la mia capacità di pianificare: il filo rosso della storia è nelle mani di Dio e allora non sono ottimista perché non ho bisogno di vedere attorno a me possibilità positive: è allora, e proprio allora, che io vivo la speranza. La speranza è la testarda fedeltà all’idea che la storia e la mia vita sono, nonostante tutte le smentite, nonostante tutto ciò che ci accade, un cammino di salvezza! La speranza ci invita a guardare le nostre fragilità, i nostri limiti da un’altra prospettiva. Dobbiamo capovolgere il modo in cui guardiamo le cose”.
il 35° Corso di Formazione Nazionale del Progetto Policoro si articolerà in cinque giorni. Lectio, sessioni plenarie, laboratori, celebrazioni eucaristiche, reciprocità e un momento di confronto e scambio con alcune buoni prassi diocesane del Progetto Policoro. Un bagaglio che gli Adc porteranno nei propri territori di appartenenza per poter trasferire quanto approfondito ai giovani delle proprie diocesi. Entusiasmo e gioia per poter riaccendere i motori di uno sviluppo che possa generare segnali di speranza nei giovani e nei loro progetti vita.
 
Giulia Lettieri
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