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Campania, dare risposte al grido dei giovani   versione testuale







“Abbiamo Chiese chiuse: apriamole con cooperative di giovani. Abbiamo terreni incolti, diamoli a cooperative di giovani. Diamo speranza e fiducia, diciamo che non vogliamo arrenderci”. È l’accorato appello che il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ha lanciato in occasione della presentazione del “Dossier regionale sulle povertà 2018”, organizzata a Cerreto Sannita dalla Delegazione Regionale Caritas. “Dare un lavoro ai giovani è una esigenza sociale”, ha scandito il card. Sepe ricordando che “la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro, ma se il lavoro non c’è, allora è fondata sul nulla”.
“Stiamo perdendo una generazione intera, stiamo perdendo giovani a causa della mancanza di lavoro e oggi nessuno può pensare di risolvere da solo questi problemi”, ha aggiunto l’arcivescovo di Napoli sottolineando la necessità di “lavorare insieme e nel rispetto delle proprie competenze perché il problema del lavoro è il problema dei problemi e della maggior parte dei malanni di cui soffre la nostra società”. Da parte sua, ha osservato, la Chiesa, che “è chiamata a portare il Vangelo della dignità”, “non può tenere gli occhi chiusi di fronte a ciò che riguarda la dignità dell’uomo, non può praticare il Vangelo della carità senza aprire gli occhi una realtà così drammatica”.
Come Chiesa, gli ha fatto eco mons. Domenico Battaglia, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, “ci è chiesto di ripartire dall’ascolto dei poveri quale processo di reale rinnovamento. Ci è chiesto di farci mediatori della prossimità di Dio, di prendere l’iniziativa, di fare il primo passo, non solo in termini di risposta a un bisogno, in termini di assistenza, ma vivendo la carità come espressione del Regno di Dio vicino, come ricerca di giustizia, come tensione a una solidarietà che possa incidere sulle politiche sociali e alimentare logiche di gratuità, di ricerca del bene comune, perché sia possibile la reale partecipazione degli ultimi, degli esclusi”. “Il grido dei giovani – ha detto mons. Battaglia - sale a Dio: il lavoro che manca, la necessità di dovere spesso lasciare la nostra terra, la precarietà che li accompagna, l’incapacità di credere in un amore che duri per sempre”.
“Dietro al grido dei giovani di oggi c’è un bisogno di: fiducia, competenze e abilità, e di accompagnamento da parte degli adulti. C’è bisogno di una risposta concreta ai bisogni del nostro territorio”, ha ricordato don Alessandro Colasanto, direttore dell’Ufficio di Pastorale Sociale del Lavoro dell’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare e membro dell’equipe formativa Cei del Progetto Policoro.
All’incontro hanno portato la loro testimonianza tre giovani rappresentanti di altrettante cooperative che danno lavoro e speranza al territorio: il Pastifico “il Mulino” di Gragnano, la cooperativa sociale “il Germoglio” di Sant’Angelo dei Lombardi ed "iCare Cooperativa Sociale di comunità".
 
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