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Le AdC di Lungro e Nocera Inferiore-Sarno al Workshop Internazionale a Sarajevo   versione testuale







Dal 23 al 26 Aprile scorso la Cei-Giustizia e Pace ha offerto alle AdC del Progetto Policoro di Lungro e Nocera Inferiore-Sarno l'opportunità di partecipare al Workshop Internazionale a Sarajevo sulle violenze subite dalle comunità religiose della Bosnia Erzegovina durante la guerra civile, per un contributo al potenziamento del dialogo interreligioso e la costruzione di una cultura fondata sull'ascolto e sulla solidarietà.
 
Giornate intense vissute da Maria Antonietta e Donatella insieme ai membri della Fondazione Maximilian Kolbe e dell'Interreligious Council di Bosnia e Erzegovina e agli altri partecipanti provenienti da Albania, Polonia, Lettonia, Lituania, Germania, Israele, Bosnia. Momenti in cui diverse emozioni sono susseguite, soprattutto durante gli incontri con i sopravvissuti alle atrocità e ai massacri: gente semplice, comune, con famiglie e vite felici che convivevano in pace e in unione con altri gruppi religiosi, persone che sono state improvvisamente intimate di arrendersi, senza avere coscienza o consapevolezza di cosa stesse succedendo intorno. Gente che ha visto in faccia la morte, che ha conosciuto il terrore e la paura, la crudeltà, il dolore fisico delle percosse, condizioni di prigionia terribili nei campi chiamati “campi di concentramento”, ferite sul corpo ma, ancor più profonde, nell'anima, ma anche la fortuna o la grazia di riuscire a scappare da quel maledetto “campo delle torture”, la “benevolencija” di chi ha potuto aiutarli e li ha nuovamente accolti. Eppure, gente che, nonostante una sofferenza che non li abbandona, parla con la fede e trova parole di perdono e compassione verso chi ha ucciso brutalmente i propri cari davanti ai propri occhi.
Vere e proprie lezioni di vita che fanno considerare la sofferenza nelle sue sfaccettature più intime e nascoste e che ti fanno rientrare nella quotidianità in maniera diversa, più sensibile, più ricca e pronta nel dare un proprio contributo, seppur minimo, ad una riconciliazione necessaria in questi luoghi all'insegna della fratellanza e del rispetto reciproco, in cui è solo la fede ad esprimersi, consapevoli che “ništa se ne postiže preko noći” (nulla può essere compiuto se non costruendolo pian piano).

Maria Antonietta Manna 
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