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“Campi aperti”: un’esperienza di crescita condivisa   versione testuale







“Giovani, Vangelo, Lavoro” è la sintesi del Progetto Policoro, un servizio concreto della Chiesa Italiana che, a più di vent’anni dalla sua nascita, continua oggi ad operare all’interno delle diocesi attraverso gli animatori di comunità, accompagnando e orientando i giovani nel complesso mondo del lavoro, in un articolato percorso di formazione e crescita che cerca di coinvolgere tutti gli animatori.
 
In occasione della terza edizione dei “Campi aperti” dal titolo “Innovare il lavoro a partire dalle buone pratiche”, tenutasi a Torino dal 20 al 24 aprile, alcuni animatori di comunità, insieme a seminaristi e altri giovani provenienti da diverse parti d’Italia, hanno condiviso e approfondito il tema della 48ma Settimana Sociale, dedicata al lavoro “libero, creativo, partecipativo e solidale”, lungo un programma intenso e coinvolgente, scandito dagli interventi dei relatori e la conoscenza di alcune esperienze virtuose nei quartieri di Torino, città illuminata dalle opere dei Santi Sociali. Le testimonianze sul lavoro e le visite alle buone pratiche si sono fuse in una formazione che ha messo in evidenza prima di tutto l’importanza della dimensione umana e relazionale del lavoro, in una cornice suggestiva e quanto mai espressione del lavoro solidale, quale è quella del Sermig (Servizio Missionario Giovani), l’Arsenale della Pace, che ha accolto e ospitato i partecipanti al corso. Nato in quelli che sino a trentacinque anni fa erano i ruderi dell’ex arsenale militare, primo in Italia per la produzione di armi e munizioni ai tempi della Grande Guerra, oggi l’Arsenale, a distanza di cento anni, “produce pace”, come ricorda il fondatore del Sermig, Ernesto Olivero, primo laico nella storia della Chiesa ad aver fondato una fraternità.
Dai lavori di gruppo è emersa la dimensione ideale del lavoro per i giovani partecipanti. Così il lavoro diventa “vocazione” quando metti tutto te stesso a disposizione dell’altro e per l’altro; il lavoro è “valore” quando metti in gioco i tuoi talenti per trasformarli in dono; il lavoro è “legalità” quando l’azione è rivolta al bene comune perché esso acquista più valore quando si ha il rispetto di una legge moralmente giusta; il lavoro è “opportunità” quando davanti a un bisogno cerchi di trovare una soluzione; il lavoro è “fondamento di comunità” quando il momento di crisi diventa il punto di partenza per la generatività sociale.
Il Sermig, la visita al Collegio Artigianelli, che dà la possibilità a tanti giovani di frequentare gratuitamente dei corsi di formazione professionale, aiutandoli a inserirsi nel mondo del lavoro, la Casa Madre dei Salesiani di Valdocco, dove san Giovanni Bosco iniziò la sua opera per i giovani, dando vita al primo oratorio, e la grandezza della Piazza dei Mestieri sono solo quattro esperienze di una Torino che crede nei giovani e fa in modo che tutti indistintamente possano avere un’opportunità in cui credere, per costruire e cambiare il proprio futuro. “Campi aperti” è stata un’esperienza di crescita comune e condivisa: i lavori di gruppo, le visite alle buone pratiche e i confronti con i relatori hanno reso più viva la presenza dei partecipanti, che hanno potuto non solo apprendere, ma soprattutto raccontarsi e riflettere sulle proprie esperienze in una dimensione di reciprocità e fraternità che ha reso ancora più intensa la presenza al corso.
 
 
Annalisa Atzei e Marta Cocco (diocesi di Iglesias), Valentina Carinola (diocesi di Brindisi-Ostuni), Luca Pacelli (diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata) e Giuseppe Gentile (diocesi di Tursi-Lagonegro)
 
 
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