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"Beni confiscati: un progetto di CEI e Libera li rende luoghi di riscatto" - Avvenire   versione testuale







Le diocesi di Aversa, di Napoli, di Oppido-Palmi, di Crotone, di Agrigento, di Mazara del Vallo, di Trapani e di Piazza Armerina. Le parrocchie di Mondragone, Cerignola, Reggio Calabria, Gioia Tauro, Polistena. Caritas diocesane del Nord, del Centro e del Sud. Gruppi scout Agesci e associazioni di volontariato. Sono decine ormai le realtà della Chiesa italiana che gestiscono beni confiscati alle mafie. Luoghi di riscatto, di testimonianza, di educazione, di giustizia. Storie "vecchie" ormai di più di dieci anni. Esperienze che vanno incrementate, sostenute, rafforzate, messe in rete. È lo spirito con cui nasce il progetto "Libera il bene - Dal bene confiscato al bene comune", promosso da tre organismi della Conferenza episcopale italiana e dall’associazione Libera, che in questi giorni sta
iniziando il suo cammino.
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